Il progetto Paperclip, l’Oss, e le presunte relazioni con gli ufo

operazione-paperclip-nazisti-in-america-665283_tnMolti avranno visto il film “JFK” di Oliver Stone, ma forse pochi ricordano la storia di Clay Shaw, l’uomo portato alla sbarra dal Procuratore Distrettuale di New Orleans, Jim Garrison. Shaw, coinvolto nell’omicidio di Kennedy, non solo era realmente un uomo dei servizi segreti (dell’OSS durante la guerra e della CIA dopo), ma nel ‘45 ricoprì un ruolo determinante nell’operazione “Paperclip”. Questa operazione top secret di Intelligence, condotta in Germania alla fine della guerra, consisteva nello scovare tutti i progetti nazisti concernenti gli studi di nuove armi, i prototipi ed eventualmente gli scienziati coinvolti, per poi trasferirli in gran segreto negli USA (vi prese parte il colonnello Philip Corso, vedi “Il Giorno dopo Roswell”, Ed. Futuro). Tra gli scienziati tedeschi portati negli States risulta per esempio Wernher von Braun – padre della missilistica moderna e fondatore dei progetti Gemini e Apollo – i cui trascorsi nazisti furono abilmente coperti dalla NASA. È quanto risulta da documenti parzialmente declassificati nel 1973. Quello che non si dice (ma si sospetta) è che negli arsenali tedeschi furono scoperti prototipi e progetti di dischi volanti di origine aliena, proprio come quello di Roswell. A quanto pare un gruppo speciale chiamato “T-Forces”, operante sotto la sovraintendenza dell’OSS (“Ufficio Servizi Strategici”), venne addestrato per tale compito. Ma come erano entrati in possesso di quei materiali i nazisti? Un UFO crash antecedente di diversi anni? Forse, ma un’altra teoria è che vennero invece lasciati “in dono” ai Tedeschi. Affrontiamo la cosa da un altro punto di vista, il tristemente noto concetto ariano di “Super uomo”. Hitler voleva creare una nuova razza, destinata secondo lui ad ereditare il mondo. Erano questi solo i vaneggiamenti di un pazzo, o dei concetti appresi altrove? Pare che una volta Hitler stesse parlando con Rauschning, il governatore di Danzica, a proposito del problema della mutazione della razza umana. Rauschning, non possedendo la giusta chiave di lettura di certe strane preoccupazioni, pensò che Hitler fosse semplicemente interessato al miglioramento razziale del sangue tedesco. “Tutto quello che possiamo fare – disse a Hitler – è di assistere la natura e accorciare la strada da seguire. È la natura che deve creare per te una nuova specie. Fino ad ora gli scienziati genetici hanno raramente avuto successo nello sviluppare mutazioni negli animali… come creare nuove caratteristiche.” Hitler guardò Rauschning, esclamando trionfante: “Ti sbagli, l’uomo nuovo vive tra di noi già adesso! Egli è qui! Non è abbastanza per te? Ti dirò un segreto: io ho visto l’uomo nuovo. È intrepido e crudele. Io ho paura di lui.” Dicendo questo, Hitler tremava come in una sorta di estasi. Ma quale tipo di essere aveva visto il Führer? Forse i racconti di Rauschning possono venirci ancora in aiuto. “Una persona vicina a Hitler mi disse che il Führer si svegliò una notte, urlando in preda alle convulsioni, – racconta Rauschning – chiamava aiuto e appariva parzialmente paralizzato. Sembrava in piena crisi di panico e tremava a tal punto che il letto ne veniva scosso. Egli emetteva suoni confusi ed inintelleggibili e quasi soffocava per i singhiozzi, in preda a strane fitte. I dettagli di questi suoi dolori erano così incredibili che avrei rifiutato di credere al racconto, se non avessi avuto piena fiducia in chi me lo esponeva. Poi Hitler si alzò in piedi d’improvviso, guardandosi attorno con l’espressione di chi si è perso. – È lui, è lui – gridava il Führer, – è venuto per me! – Le sue labbra erano esangui, e sudava profusamente. Era terrorizzato. Usava strane espressioni adolf-hitler-270411verbali, riunite in un disordine bizzarro. Poi ritornava in silenzio per qualche secondo, per urlare nuovamente: Là! Là! Lassù nell’angolo… Egli è lì! – Gli venne assicurato che non stava accadendo nulla di strano, per calmarlo, e alla fine si rilassava. Dopo una lunga dormita tornò di nuovo normale.” Certo, chiunque potrebbe liquidare la faccenda dicendo che Hitler era semplicemente schizoide. Ma è altresì improbabile, per chi si occupi di ufologia, non cogliere nel comportamento di Hitler gli estremi dell’Abduction, in questo caso, o del contattismo in altri. Tensione nervosa, sentore di strane presenze nella camera, parziale paralisi, percezioni alterate, sbalzi d’umore, la sensazione di dover svolgere una missione universale, sono elementi riconducibili a ben altri scenari.

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